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venerdì, giugno 13, 2008 .portantini ed infermieri.
..tralascinando i dettagli del motivo che mi ha portato questa mattina alle 8:30, a varcare in bermuda e Ray-Ban la soglia del Pronto Soccorso del Policlinico di Roma, trattandosi di una banale caduta durante un allenamento di pallavolo (95 kg che cadono da un’altezza di quasi 2 metri, atterrando su una mano, sembra uno dei problemini dalla scuola media, ma quando la mano è la tua ci metti molto più interesse..), andiamo a vedere come si è svolta questa funesta giornata, non per niente venerdì 13.
Frame 1 – ingresso
Io: ”Salve, dovrei, credo, fare una lastra al polso per..”
Infermiere occhialuto: “aho, cominciamo male.. tu dimme che t’è successo e poi noi vedemo che
c’è da fa!”
Mi è piaciuto molto il “che c’è da fa”. Sembra il consulto di luminari della scienza attorno ad un caso di parto esa-gemellare.
Frame 2 – seconda sala d’attesa
Io passeggio nervosamente in attesa della visita ortopedica. Fuori dalla stanzetta il primo stadio riservato dell’ospedale, con viavai di barelle, sedie a rotelle, infermieri, inservienti, ecc.. ma come è diverso da Scrubs. Una suorina passa timidamente con un carrellino rumoroso e porta biancheria pulita.
L’infermiere (tipo “nun smorza’.. abbassa”, del film di Verdone):
“Aho! Ma che te stai a fuma’ na sigheretta dentr’all’ospedale!! Oh.. sso’ a di’ a tte!” rivolto ad un tizio losco, mezzo ubriaco, che per qualche ragione era finito al pronto soccorso.
Merita di spendere due parole sull’articolo infermiere. Altezza poco sotto il metro e 70, con un camice azzurrino che cala perfetto su una panza importante. Pantaloni sopra la caviglia che lasciano aria agli zoccoli bianchi che hanno visto tante e tante ferite. La corporatura è quella tipica del centurione di Asterix.
Ha una capigliatura brizzolata, ma il capello è fluente e gonfio, con un pizzetto a moschetto, che lo fa sembrare un perfetto avventore della Torvaianica dei primi ’70 “ah fata! Annamo a ballà!”
Il povero barbone cerca di rispondere blaterando qualcosa, ma l’infermiere archivia la discussione con la mano tesa ed il palmo rivoltola cielo: “Malimortaaaaccitua!” (sul “taa” allunga la vocalizzazione, per poi accelerare come un taglio sul “tua”)
In quel momento si gira e come niente fosse fa “Buongiorno Sorella.. Il Signore è sempre con lei?”
Frame 3 – i vecchietti
Dopo la visita e la lastra, che mi fa assumere posizioni assurde della mano e i primi dolori lancinanti, arrivano 2 vecchietti romani, anche loro usciti da una qualche commedia di Dino Risi.
Ercano di parlare con un dottore che però gli viene detto essere in sala operatoria per un “codice rosso”. Il modo con cui dicono “codice rosso”, cercando di scandire un italiano senza accenti, anni luce lontano, e soprattutto distante dai discorsi sui panni da stendere e sugli “ucelletti” che li hanno svegliati stamattina presto, li rende buffi.
Decidono di aspettare, continuando interessanti discorsi sullo spaccato di vita familiare.
Dopo venti minuti ed alcuni segni di spazientimento, passa il nostro infermiere centurioni ec il vecchietto chiede aggiornamenti.
Torna dalla moglie e come la Sibilla cumana annuncia: “Sta a riattacca’ n’piede”.
Moglie vecchietta:”Ah, e mo’ se spezzeno pure li piedi”.
La curiosità e brutalità della frase non è banale. Prima di tutto l’infermiere che non vuole perdere tempo e quindi sentenzia velocemente una immagine caravaggesca, e poi loro due, che apprendono la notizia e la elaborano con un distacco di chi ne ha viste troppe, forse in guerra, e che vede la cosa come se gli avessero detto “Sta cambiando una gomma alla macchina”.
Frame 4 – il gesso
Altri 10 minuti in cui ho il tempo di rimuginare sul piede che si spezza come il grissino che taglia il tonno vero, ed arriva ancora lui, l’infermiere.
“Lo scafoide rotto sei te?” Unificazione del soggetto con la diagnosi.
Annuisco ed apprendo quindi che il dolore alla mano è in effetti dovuto ad un qualcosa con il nome strano che si è rotto.
Mi siedo vicino al lettino e comincia a provarmi una serie di bende come fosse Valentino che prende le misure di Kate Moss.
Io comincio ad innervosirmi al pensiero di avere il braccio bloccato con un angolo improbabile, che per farmelo capire bene mi viene spiegata così dal dottore che assisteva a distanza: “Metti la mano come se dovessi agguantare la tetta di Sharon Stone, e non pensare a questo qua (l’infermiere centurione) che sennò ti spaventi”.
Ora. Perché Sharon Stone? Qui vedo nella testa del dottore, precocemente calvo e bruttino, tutta la frustrazione di fronte alla vita di studioso costretto all’onanismo.
In tutto ciò il dolore e lo stress, uniti alla strizza che non nascondo, mi fanno iniziare ad avere la sudarella..
Mentre inizia il giramento di testa ecco il centurione che canta “E magno paneee.. E beeevo viiinooo”.. che nei momenti più impegnativi dell’ingessatura si trasforma in: “E me chiamenoo Mandrakeee”
Frame finale – sono a casa. Braccio ingessato e gatto in panza. Scrivo questo post con la mano salva, per fortuna è la sinistra. La destra duole e prude sotto il gesso. Cerco un ferro da calza per grrattarmi. Ne avrò per 45 giorni.
Scriverò spesso. Sarò presente su Skype e Msn.
Non mi abbandonate.
i pensieri pericolosi di potch |
18:48 | commenti (5)
giovedì, giugno 05, 2008 .Brie..Let me introduce you to.. Da tre giorni a questa parte..in casa si sentono rumori diversi. Da tre giorni a questa parte..una palletta di pelo corre come una scheggia e scivola sul parquet. Da tre giorni a questa parte..polpastrelli microscopici ti esplorano la testa in cerca di chissà cosa Da tre giorni a questa parte.. un batuffolo colorato non ti fa più scrivere sul computer perchè sidiverte a saltare sulla tastiera jdfoiondsfaiondpsofa Da tre giorni a questa parte.. lanott ci svegliamo con 20 unghiette alla ricerca di tappeti, divani, magliette, gambe e sederi da tormentare Da tre giorni a questa parte.. ti puoi ritrovare una testolina sempre più vicina. Poi la testolina chiude gli occhi, tira indietro le orecchie e ti comincia a leccare la faccia Da tre giorni a questa parte..al rientro sentiamo che un miagolio ci dice bentornati a casa Tutto questo è Brie, Briscola, Brisby o Brivido Cosmico.. Eccola.. i pensieri pericolosi di potch |
20:00 | commenti (9)
venerdì, maggio 16, 2008 .un pezzo di vita.. ..era il giorno di Natale del 2001, quando mio padre mi consegnò un pacchetto. L'incarto era tipicamente di un portafoglio, e la scritta Cartier, non faceva pensare ad altro. Poi, aprendo pian pianino il nastro che lo chiudeva ho sentito uno strano rumore, che faceva pensare a tutto tranne che al portafoglio. Insomma sollevando la parte superiore della scatola l'occhio ha focalizzato immediatamente una chiave, e sulla chiave, una scritta "Honda". In un attimo realizzai tutto il marchingegno, lo scherzo del portafoglio, e rividi scorrere immagini e risentii frasi senza senso apparente, tutte convergenti verso quell'unico fatto. Avevo la moto nuova. Fu un attimo e liberai anni di introversione in un abbraccio, che colpì entrambi come un pugno. Curisità oltre ogni limite per l'oggetto del desiderio che finalmente era reale. Come quando tanti anni prima mi svegliai il giorno del mio compleanno e trovai la bibicletta ai piedi del letto.. un bambino felice. E così di corsa a provare il nuovo giocattolo. Che poi in effetti, allo stesso modo della BMX, la moto per me era decisamente piccolina, ma quello passava il convento. Insomma, dopo anni di onorato servizio, la"piccina", si è meritata un prematuro riposo di un anno dal fido meccanico con le gambe ad "omega". Fatto sta che un mesetto fa ho realizzato che ormai non aveva più senso tenerla, e che comunque, non avrei ricordato di più mio padre tenendo quell'ultimo regalo. Insomma la piccina è stata tirata a lustro ed ora corre felice sotto il sedere di un impiegatello con ragnofiglia e mogliegrassa, che poi alla fine è pure simpatico. Vai piccina, fatti rispettare, e corri di nuovo felice! i pensieri pericolosi di potch |
19:43 | commenti (6)
mercoledì, aprile 30, 2008 .fuori dalle balle per 3 giorni. Ore 15:50, volo ClickAir per Barcellona. Check in già fatto da casa. Poche ore di lavoro e poi dritti verso il mio personalissimo primo viaggetto in Espana, in compagnia della mia "strangy.metà". La borsa è già sull'uscio, con tutto il necessario: iPotch, Macchina fotografica, ed ovviamente il caro vecchio zio Imo. Ho messo da parte una ottima dose di "s" per iniziare da subito a parlare spagnolo, quindi non mi resta che augurarmi un buenos viaggios. Hasta la vista, baby.
i pensieri pericolosi di potch |
10:05 | commenti (5)
giovedì, aprile 03, 2008 ..quelle giornate che ti spingono ad urlare.. A dire il vero si tratta di un periodo in cui la voglia di cambiamento, mescolata ad una rabbia che mi sta esplodendo dentro, sta creando una miscela pericolosa, e me ne rendo conto anche dal tono delle mie discussioni in ufficio e dalle parole che fluiscono naturalmente nelle e-mail che mando. Trova la summa tutto questo nell'immagine che inserisco qui sotto.. che mi dà un interessante spunto per un rinnovamento del blog.. vedremo. i pensieri pericolosi di potch |
12:32 | commenti (4)
giovedì, marzo 27, 2008 .Y.M.C.A.P.D.I. ovvero Village People vs. Walter
..non so se questa cosa sia vera o meno. Nel caso fosse falsa - i miei più vivi complimenti a chi ha realizzato questo video, degno dei Bronkovitz o di una versione italianizzata del geniale Weird Al Yankovitch. Nel caso fosse vera - oh my god! siamo definitivamente piombati sullo stesso piano dell'amico poliedrico mr. B. Ditemi che non è vero.. vi prego. Anyway, enjoy it.
venerdì, marzo 21, 2008 ..cari miei.. ..lasciamo per due o tre giorni le ansie chiuse nel cassetto dell'ufficio, il computer spento e riposto diligentmente nella sua custodia, il telefono di servizio al minimo dell'impatto acustico, solo per sfruttarne l'apertura al mondo intero, e armati di i-Potch, macchina fotografica, borsa leggera, una coppia di "amicini amorini".. ed ovviamente la mia strangina, e con un intrepido intercity si parte alla volta di un weekend genovese. Buona Pasqua. i pensieri pericolosi di potch |
19:32 | commenti (1)
sabato, marzo 15, 2008 i-Potch digression..
Enjoy i pensieri pericolosi di potch |
10:34 | commenti (2)
giovedì, marzo 06, 2008
..quando si tratta si scegliere la mente comincia a viaggiare ed a farsi domande, e la maggior parte delle volte alle stesse domande si riescono a dare risposte diametralmente opposte nel giro di dieci minuti. Beh, io sono sempre stato un campione in questo sport e anche adesso direi che me la sto cavando bene. Il fatto è che la solita inerzia al cambiamento, che troppe volte ci ha fregato, rimane comunque appollaiata sulla schiena a gufare ogni scelta. La sottile streghetta dell'ansia è lì che ti sussurra nell'orecchio fastidiose premonizioni di ipotetici futuri ripensamenti, ed il risultato è che si rimane fermi al solito punto. E dopo che la scelta è stata abilmente smarcata, con destrezza e charme degni di un falsario, la strghetta di prima si toglie la maschera e ti insulta dicendoti che non hai il coraggio di cambiare. Ora. A parte ogni metafora e ogni ironia, qui tocca decidere se prendere una svolta oppure no. Il fatto che le svolte possibili siano diverse ovviamente amplia i problemi, senza contare il fatto che ognuna porterebbe dietro di sè tanti di quesi riflessi che nemmeno vale la pena di elencare. Ma stavolta è diverso. Alla vocina di prima se ne è aggiunta una nuova che dice: "Ragazzo..muoviti". E mi sa che stavolta alzo il volume di questa vocina e le do retta. Quantomeno vado fino in fondo e non mi lascio sfuggire l'opportunità di cambiare. Valutare con attenzione. Riflettere sull'oggi e sul domani, in vista di quello che voglio dopodomani. Focalizzare un punto e tirare dritto in quella direzione, voglia dire cambiare o sfruttare al massimo e con astuzia la situazione attuale, senza paura e senza rimorsi, e con le certezze che mi stanno vicino adesso. Ce la posso fa! i pensieri pericolosi di potch |
14:26 | commenti (5)
venerdì, febbraio 29, 2008 .diamo tutti insieme il benvenuto a.. Potch-LINK e presto tutta la casa sarà sotto il segno della mela.. i pensieri pericolosi di potch |
20:06 | commenti (3)
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