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mercoledì, maggio 30, 2007
 

.in un universo parallelo..

.che 5 anni fa si è staccato da questo in cui viviamo, oggi per noi sarebbe stato un giorno da festeggiare. 76 anni del boss, anche detto il capoccione, in una brillante uscita che mi è costata una litigata furibonda. Più o meno la giornata sarebbe iniziata con una sottile presa in giro perchè alzandomi dal letto non ero già in grado di esprimemri con monosillabi diversi da "uhh", e "mmh". "Professò.. la sera leoni leoni.. e la mattina..". Auguri di rito e dopo una giornata di lavoro, interrotta da tre o quattro telefonate chiedendo "novità?", tutti pronti per la cena.

Non sarebbero mancati i mugugni del tipo "ecco.. è pronto a tavola e mancano ancora i piatti.. ma che mangiamo con le mani?". Sorelle cognati e nipoti, tutti probabilmente a prendere in giro mia madre per essere caduta un'altra volta per terra.

Ed ovviamente al momento di prendere l'acqua dal frigo, trovando solo un mezzo fondo di bottiglia pure sgasato sarebbe tuonato un "ma io non capisco perchè l'acqua in frigo ce la metto solo io.. ma che voi non bevete dentro 'sta casa?!".

Alla fine però tutto si sarebbe placato davanti ad un piatto di rigatoni. La pasta.

"..è perchè adesso devo stare attento.. sennò, se era per me.. me la mangiavo tutta, la pentola... che ce vo'"

buon compleanno brontolone

i pensieri pericolosi di potch | 10:38 | commenti (4)


lunedì, maggio 28, 2007
 

Toshikatsu Matsuoka, 62 anni, si è impiccato in un alloggio per parlamentari. La sua morte rischia di creare ulteriori problemi al premier Shinzo Abe.

Tokyo, suicida il ministro dell'Agricoltura era coinvolto in vari casi di corruzione

Io mi chiedo cosa succederebbe in Italia se una improvvisa ondata di "rimorsi di coscenza retroattivi" (diciamo che basterebbero anche gli ultimi 10 anni) assalisse il parlamento.

Una specie di suicidio di massa alla Charly Manson e la sua setta.

Se poi il periodo di rimorso si esendesse agli ultimi 40-50 anni a tutti quelli che sono riusciti a fregare anche il tempo (magari perchè a forza di schivare sono diventati gobbi), allora sarebbe l'apocalisse. In ogni caso creeremmo qualche centinaio di posti di lavoro.

Forse nel famoso milione c'erano anche questi.. ma a quel punto sarebbero stati 1.000.000 + 1..

the beautiful people - Marilyn Manson

[...]

Hey you, what do you see?
Something beautiful, something free?
Hey you, are you trying to be mean?
If you live with apes man, it's hard to be clean

The worms will live in every host
It's hard to pick which one they eat most

[...]

i pensieri pericolosi di potch | 09:54 | commenti (1)


giovedì, maggio 17, 2007
 

.Curiosità..

la malattia inizialedi ogni blogger che si rispetti è la caccia al commento. Nonsi fa in tempo a finire di scrivere un post che ogni 3 minuti si torna sul blog a vedere se qualcuno ha commentato. Ogni blogger che si rispetti ha periodi di sorriso Durban's e periodi da straccivendolo del web, ma in ogni caso qualche affezionato lettore c'è sempre. Quando ho iniziato il blog qualcuno scrisse "che blog noioso" al secondo post, nel quale scrivevo cose senza senso e di tre righe. Un vecchissimo utente di cui non ricordo nemmenopiù il nick mi defese dicendo che pian piano anche il potchblog sarebbe cresciuto, ed infatti ho lentamente iniziato a inserire foto e post più postosi. Finchè un giorno mi sono spinto alla modifica del template e con passi successivi e tentativi discutibili sono passato alla versione 1.1, con il titolo su un prato verde, alla 2.0 in versione cyberpunk, frutto di un viaggio a londra che ha segnato purtoppo un addio, ed infine alla new 3.0 della quale francamente vado particolarmente fiero. Ma a parte il lungo sermone autocelebrativo, che lascia il tempo che trova, veniamo alla questione principale: la curiosità. Nei vari smaneggiamenti sono comparsi diversi ammennicoli strani come contatori sempre più evoluti. Il caro vecchio ShinyStat rimane comunque il più gettonato ed offre questo simpatico servizio "Ultime 15 visite". Da qui più o meno ci si accorge di chi sono i visitatori più frequenti e ci si rende conto che a volte qualcuno passa per puro caso (come quelli che arrivano qui cercando argomenti sui "tori da monta" - questo si vede nellechiavidi ricerca per l'accesso al sito). Ecco allora che qualche rapida occhiata arriva dal Brasile, dall'Irlanda e addirittura dalla Thailandia. Ma andando agli assidui visitatori ce ne sono alcuni che passano quasi tutti i giorni ma che non riesco a capire chi siano. Vogliamo fare un po' di outing?

Dunque:

Uni Pa - Ga, Ministery of Foreign Affairs of Belgium - N4, Telvia - Strangy - IAEA - Mr. Dave ...

chi proprio non so è:

Iunet, UniRoma La Sapienza, Tele2.. li vedo spesso ma non li riconosco.. Forza e coraggio, un bel respiro ed una firmetta, che tra 3 minuti sto di nuovo qui.

i pensieri pericolosi di potch | 15:52 | commenti (16)


martedì, maggio 15, 2007
 
.sensazioni d’Irlanda.
Che cosa dire di questo WE fuori dalle righe e lontano da tutto e da tutti, se non che è stato esattamente e unicamente questo. Con una sconcertante semplicità mi sono ritrovato tre giorni in un mondo diverso, che sebbene non sia lontano distanze insormontabili, lo è sicuramente in antri termini.
Dublino, Irlanda, terra di persone cordiali e semplici. Pochi vezzi e molta schiettezza tra questi orgogliosi abitanti isolani, orgogliosi della propria indipendenza e con tanta, forse troppa, voglia di occidentalizzarsi. Tutto a Dublino è in trasformazione. Accanto ai gloriosi e storici pub nascono discopub assordanti e stipati di persone, ristoranti di ogni etnia, tranne che anglo-irlandese, nascono come si svolta un angolo, costruzioni antiche incredibilmente riutilizzate e sorprendentemente adattate ad antitetiche realtà. Ma nei vicoli poco illuminati, dietro gli angoli delle strade meno batttute, ecco che si sente perfettamente la voce di Padre Deco che intona Mustang Sally alzando al cielo una Guinness.
Temple BarDublin's doorsThe Guinness Factory
Mary's st. MarketTemple Bar Shops
Birra. Denominatore comune di ogni momento irlandese che si rispetti. E su tutte le birre, artigianali, importate o sconosciute, la Regina Nera troneggia e scandisce le ore della giornata. L’oro nero di Arthur Guinness ha addirittura un quartiere dedicato alla sua produzione ed alla sua celebrazione. La fabbrica è un luogo a metà tra Disneyland ed una antica distilleria, dove in via del tutto artificiale ancora sono raccolte le testimonianze di questo fortunato signore che con 100 Sterline ha creato un impero.
Nonostante qualche ritrosia per via del prezzo della visita (14 € non sono pochi per un luna park, e quindi ci si improvvisa anche PHD Students in medicina pur di avere uno sconto) e qualche esagerazione mediatica degli attuali proprietari, rimane degna di nota la sensazione affascinante di una Guinness all’Orbit Bar.
Ultimo piano della fabbrica, una stanza enorme e rotonda le cui pareti sono puro e semplice vetro. Un avveniristico bancone e poltroncine di design affacciate quanto più possibile all’estremità del pavimento. Lineare ecoinvolgente come un bicchiere di birra in buona compagnia.
Dublino, per quanto mi riguarda è nata come una brillante proposta in una noiosa giornata di lavoro.
Fortunate coincidenze hanno portato poi nello stesso luogo e nello stesso tempo me e il Seraf, recente ma ormai storico compagno di viaggio, di quel viaggio della svolta, e il buon Alett’, l’amico di sempre, il profondo.
Bevute e risate sono state il battito costante di questi tre giorni. I piedi doloranti per i lunghi km di cammino e la stanchezza sono stati il risultato fisico di questa strana e divertente alchimia. Ma la mente è rilassata e appagata da spettacoli inusitati.
Casette colorate tra le barche dei pescatori, incorniciate dal rumore del vento e dal gridare dei gabbiani del porto. Barche dondolanti nel mare freddo, tra le quali si fa strada una foca incuriosita dai turisti. Sopra una scalinata un panorama delineato dai resti di una chiesa medievale, della quale rimane forse lo scheletro, sorretto dalle croci spezzate di un vecchio cimitero. Il verde dei prati, quel verde che ognuno in Irlanda porta con sé lascia il passo alle rocce. Su per una salita, case vittoriane cinte da muri normanni, oltre i quali il mare crea una gelida barriera. E ancora su per le dangerous cliffs, dalle quali si spicca un volo immaginario nel vuoto, sorretti dal vento forte e sferzante.
Howth's PierFisherman's dog in HowthNorman wall on dangerous cliff
In città si beve, tanto, troppo, ed i segni sono evidenti addosso a giovani e vecchi, qualcuno orribilmente in soprappeso, altri pietosamente accasciati in un angolo o trattenuti da un poliziotto solerte. Ma gli irlandesi sono allegri, ti consigliano dove mangiare, dicendoti allegramente che il posto più buono è anche quello meno “healthy”. Sono guide bizzarre di una chiesetta del centro che nasconde sotto di sé le tragiche storie della libertà. L’Irlanda è indipendente e di questo ne sono tutti fieri. L’Irlanda è cultura, patria di studi di Beckett e Joyce. L’Irlanda è arte antica, custode del prodigioso Libro di Kells. L’Irlanda è cruenta, feroce assassina di ribelli e criminali, le cui speranze si sono infrante sotto i serpenti che custodiscono il portone di Kilmainham Gaol.
L’Irlanda è tradizione, con le scritte in gaelico e i flauti suonati nei pub o alle fermate del trenino.
L’Irlanda è sarcastica e tagliente come il suo vento, e come il gestore del pub che alla nostra richiesta di un caffè, rigorosamente lungo, dopo pranzo, guardandoci con un misto di sorrisi e sfida ha detto:”..a pint of Guinness, no?”
"Here we are.. born to be kings, we're the princes of the Universe!" F. Mercury
i pensieri pericolosi di potch | 10:51 | commenti (5)


mercoledì, maggio 09, 2007
 

.spazio.

Lavori verso la conclusione, che avverrà più o meno tra un mese. Ieri è caduto l'ultimo muro e l'effetto è decisamente forte. Lascio a voi il commento sul nuovo soggiorno. Area 50 mq circa.

i pensieri pericolosi di potch | 13:14 | commenti (3)


venerdì, maggio 04, 2007
 
..notizie dal fronte.
A volte credo di essere finito in uno di quei film tragicomici degli anni ’60 con Jerry Lewis, tipo “Dove vai sono guai”, o in qualche più nostrano ed assimilabile esempio, quale un semplice ed intramontabile Fantozzi.
Partiamo subito da stamattina. Dopo una notte passata (come le ultime 3) su una brandina con materasso in pura aria rinforzato con vecchie coperte, tipo barbone della stazione, il tutto deposto tra la nuova Abstrakt rossa e un cumulo di mobili scarpe sedie e quadri, compreso un affresco di un antico romano che è a casa mia da sempre ma la cui provenienza risulta oscura, mi sveglio tra la luce accecante dell’orologio del nuovo forno ad incasso modello “abbagliante da pista di atterraggio” (e ditemi voi perché devo proiettare l’ora del forno sulla parete della signora di fronte..) e la pioggia scrosciante che andava avanti da tutta la notte. Senza troppi problemi faccio la solita gimcana tra scatole e scatoloni, ventilatori, matasse di cavi elettrici e montagne di polvere e vestito di tutto punto me ne vado a prendere la moto in garage alla volta dell’ufficio, ovviamente in perfetto ritardo.
Confidando nella tuta anti pioggia che sta sempre nello stesso garage, non mi preoccupo di quelle poche gocce che mi bagnano i pantaloni nella poca strada a piedi. Ma il bello è stato che ho trovato la giacca antipioggia, i copriscarpe.. ma dei pantaloni nessuna traccia. Per farla breve sono arrivato in ufficio in condizioni disumane. Pantaloni zuppi fino alla sarta che li ha cuciti, forse perita per i reumatismi, ma busto e piedi perfettamente asciutti e con il tipico clima subtropicale che solo la tuta TucanoUrbano sa creare. Anzi quando li ho tolti mi sono sorpreso di non veder volar via un Tucano vero. Ovviamente sotto gli occhi attoniti dei colleghi mi sono rifugiato in stanza e mi sono messo a lavorare a cavallo del condizionatore che sparava fiamme. Ho anche creato una specie di ugello biforcuto per asciugare tutta l’azienda che nel frattempo stava a mollo. Grande commento del buon Ale V. “ah.. beh.. oggi palle in umido..”.  In effetti non so se i pantaloni adesso siano asciutti per il termosifone modificato come Goldrake o per il solito giramento di palle che mamma FS sa darmi quotidianamente.
Ma veniamo all’evento clou della settimana.
Gli ormai famosi lavo-rumeni stanno andando avanti e le migliori agenzie di scommesse danno tra 3 settimane la fine ultima (io nutro qualche leggera perplessità, soprattutto alla luce degli ultimi eventi). Ogni giorno torno a casa la sera e trovo qualche “tracia”, o “skatula” o “sthoppi di muro”, per non dire di quando la mattina ho lasciato una parete e la sera la stessa parete era perfettamente ricostruita a 50 cm dall’originale.
In questi giorni poi i ragazzi stanno aggredendo quello che sarà il mio personalissimo ed unico bagno, e da qui si capisce l’interesse che riverso su questa delicatissima fase del progetto. Il buon Super Marian (idraulico che solo per la mancanza di baffi non è identico al famoso eroe del Nintendo) era in fase di “spàkatùto” per sostituitre i tubi e gli “skariki di baign” e da due giorni era lì che scavava nel pavimento come Paperone in cerca dell’oro nel Klondyke. Trovato il tubo perduto, contenitore di tante nefandezze (lo scarico del cesso), ha iniziato a ravanarci intorno per poi sradicarlo. L’immagine che ho è un misto tra un archeologo alle prese con un antico modello fallo-faraonico di inestimabile valore, e il mio carissimo dentista Y. che con gli occhi scintillanti ed emettendo orribili suoni per sottolineare l’enfasi del momento, maledice il mio dente del giudizio nel moneto dello sradicamento coatto, e che circa un mese fa è stato posseduto dal demonio (il dente, non Y.). Nel turbinare della polvere che proveniva dalla voragine pavimentizia, un po’ come quando i cani scavano per sotterrare l’osso, tutto d’un tratto l’evento paranormale. Dal fondo del baratro ecco una luce che squarcia le nebbie dell’oblio e fende tutta la stanza. Un misto tra “I 10 comandamenti” ed il concerto di Venezia dei Pink Floyd, solo che invece che il buon Signore, o David Gilmour, alla fonte della luce c’era il signore di sotto.
In pratica la separazione delle acque di Mosè è stata volgarmente tradotta nella divisione del soffitto del signor M. del piano di sotto, il quale si è trovato una selva di “intonàko” sul divano dove generalmente usa fare la pennichella dopo pranzo. Con una specie di colpo apoplettico incipiente sono sceso armato di ramazza e soprattutto cosparso di cenere e cacca, visibilmente mortificato per l’accaduto. Per fortuna che l’evento divino ha voluto che bucassi quell’appartamento e non quello vicino, nel qual caso dopo 10 secondi netti avrei avuto in casa nell’ordine: municipale, polizia, caramba, finanza, FBI, la Vita in Diretta, Forum, il dottor House, i NAS, il mago Do Nascimento, le Iene e i Men in Black. Alla buona è stato risistemato il tutto, con un tranquillissimo T. che diceva bonariamente “No’ ti preokkupare, so’ kose che succeda, domani compra tondini fèro e sistema tuta. Fa’ jettata di scementu poi razo e tutta ‘posta”. In effetti così è stato. E solo adesso trovo la fantasia di pensare a questa improbabile botola nel pavimento attraverso la quale avrei potuto sfruttare al megli le potenzialità della nuova casa. Ad esempio: sei solo in casa, seduto a pensare a te stesso e quando hai finito di pensare noti che non hai più carta per .. pulirti le mente dalle idee peggiori.. “Signora!? Per favore mi passa un rotolo di carta??” oppure sei lì sempre seduto e per l’urgenza non hai portato giornali, e tutti le etichette degli shampoo non hanno ormai più segreti per te. “Scusi!?, può alzare un po’ la TV che non sento? E magari metta su Italia 1 che ci sono i Simpsons” o anche “Per favore, se il giornale lo tiene così inclinato da qua sopra non leggo niente.. sia gentile..”
Deliri da intossicazione pulverulenta..
i pensieri pericolosi di potch | 13:10 | commenti (5)